Roma, 8 luglio 2026 – Se è vero come è vero che lo sport replica su un campo di pace il conflitto tra i Paesi, la notizia arrivata ieri dal Comitato Olimpico mondiale sulla riammissione della Russia dovrebbe essere presa come un buon segno: se arriva una tregua lì, magari arriverà anche quella vera e smetteranno di sparare...
E invece l’annuncio del Cio ha dato fuoco alla benzina delle polemiche. Il prossimo appuntamento è quello dei Giochi estivi di Los Angeles 2028, ieri il comitato internazionale ha revocato ’provvisoriamente’ la sospensione del Comitato olimpico russo, che durava dal 2023 ed era stata disposta per la guerra contro Kiev. Con questa decisione, atleti e squadre della Russia, che nel frattempo avevano gareggiato senza inno e senza bandiera a titolo personale (e non tutti), potranno tornare a competere nelle qualificazioni olimpiche a condizione che "soddisfino i requisiti antidoping" e comunque con la discrezione delle singole federazioni internazionali. Il Cio continuerà a "non organizzare eventi in Russia, né a invitare funzionari governativi o statali russi ai propri eventi", e mantiene una "ferma condanna" nei confronti del conflitto in Ucraina. Diciamo che nei fatti è un po’ meno ferma di prima, da ieri.











