CHIOGGIA - I sindaci di Mira, Campagna Lupia, Codevigo e Chioggia scrivono ai presidenti di Anas e della regione Veneto per chiedere un incontro urgente della sicurezza della Romea. Un confronto urgente, alla luce dei gravi incidenti verificatisi nel corso delle ultime settimane lungo la statale, che hanno purtroppo evidenziato ancora una volta le criticità di quella che, ormai, è conosciuta a livello nazionale come "la strada della morte". I primi cittadini Dori, Natin, Lazzaro e Armelao, nella lettera inviata ai presidenti di Anas Giuseppe Pecoraro e del Veneto Alberto Stefani, sottolineano la necessità di intervenire nell'immediato per migliorare la sicurezza della strada, affinché altri "giorni di sangue" come i precedenti non si ripetano.

PRESA DI POSIZIONE Sul tema è intervenuto anche il sindaco metropolitano Venturini: «La questione legata alla sicurezza della statale Romea non è più rinviabile ha dichiarato Il tema è stato più volte al centro della discussione del consiglio metropolitano e della stessa conferenza dei sindaci ed è molto sentito dalla Città metropolitana, che da tempo ha attivato un sistema di viabilità alternativa lungo le strade provinciali in caso di blocco del traffico, in particolare per consentire ai mezzi pesanti e del trasporto pubblico di raggiungere Venezia e Chioggia. Possiamo, quindi, soltanto ribadire la necessità di agire al più presto possibile, ribadendo la nostra disponibilità a lavorare assieme a Governo, Anas e alla Regione Veneto per individuare le soluzioni migliori».STRADA DELLA MORTE "L'infernale Romea", la "strada della morte": così viene chiamata anche da Endri Bullo, ex presidente del consiglio comunale di Chioggia durante la giunta Ferro. Soprannomi che le sono stati affibbiati non a caso, ma dalle statistiche. In questi ultimi giorni la statale 309 è tornata ancora una volta a macchiarsi di sangue. L'ultimo, in ordine di tempo, a perdere la vita lungo la Romea è stato il 62enne di Gorgo al Monticano (nel Trevigiano) Maurizio Scomparin. Domenica era toccato al 34enne di Mira Andrea Favaro. Il 25 giugno era stata la volta del camionista sardo di 54 anni Sergio Puledda, schiacciato dalle 70 tonnellate di acciaio che trasportava nel cassone.SICUREZZA Puntualmente, ogni volta che una vita si spegne lungo la Romea, si torna sempre a discutere della mancanza di adeguati sistemi di sicurezza, del traffico pesante troppo intenso, della velocità eccessiva tenuta dai mezzi, delle manovre troppo azzardate. «Di tavoli di confronto si sente parlare fin troppo spesso continua Bullo Mentre si pensa a come migliorare la sicurezza, però, non viene fatto nulla di concreto. Aumentare le corsie, migliorare gli incroci, realizzare una variante da zero e altri progetti richiedono tempi troppo lunghi; per il problema della sicurezza servono soluzioni da poter applicare nell'immediato». «Bisogna ridurre subito il traffico dei tir che percorrono la Romea attraverso mezza Italia, deviando i mezzi pesanti in autostrada sottolinea Bullo Vanno installati sistemi di supervisione e controllo per far rispettare il divieto di sorpasso; inserire pannelli informativi che indichino lo stato del traffico e segnalino eventuali incidenti, in modo da permettere agli autisti di indirizzarsi verso strade alternative. Ci sono certamente altre soluzioni, oltre a queste, che varrebbe la pena valutare, ma la statale va messa in sicurezza il prima possibile. L'urgenza di farlo c'è da anni e il tema Romea non è nuovo. Come non sono nuovi i limiti e le precedenze che continuano a non essere rispettati. Serve, infatti, riflettere sì sulla statale, ma anche sulle responsabilità individuali di ognuno di noi quando si mette alla guida».