La nazionale svizzera riesce a conquistare la storica qualificazione ai quarti di finale vincendo ai rigori, il Ct Yakin non ci crede: “Ad un certo punto entri in un flusso in cui non capisci più nulla. Ribolli e poi esplodi”

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La Svizzera vola ai quarti di finale dei Mondiali 2026 e lo fa dopo una attesa immensa, che durava dal 1954, ben 72 anni fa. Lo ha fatto alla lotteria dal dischetto dopo una partita contro la Colombia avara di emozioni e che non ha portato alcun gol dopo oltre due ore di gioco tra tempi regolamentari e supplementari. Alla fine, è stato decisivo il penalty dal dischetto siglato da Ruben Vargas contro il suo omonimo colombiano, Camilo Vargas. Per la gioia incontenibile del Ct elvetico, Murat Yakin che a fine gara rilancerà la sfida più grande, in attesa di sfidare l'Argentina di Messi: "Emozioni indescrivibili, il piano ga funzionato".

Uno 0-0 dalle pochissime emozioni, tra una delle difese più forti del torneo, quella colombiana che si è presentata alla sfida contro la Svizzera con un solo gol subito e pochissimi tiri subiti nello specchio della propria porta e un attacco, quello elvetico, che aveva perso il suo bomber di fiducia, Mazambi. Premesse che hanno portato ad un ottavo di finale contratto, senza emozioni particolari e che si è protratto fisiologicamente ai calci di rigore dove è stato decisivo il penalty di Ruben Vargas ma anche la parata di Kobel. Svizzera storica: ai quarti dopo 72 anni di attesa, sfiderà l'Argentina di Messi Per un finale che condanna i "Cafeteros" all'amarezza dell'eliminazione e consacra la Svizzera nella storia del proprio Paese: l'ultima volta che si era affacciata ai quarti di finale in un Mondiale correva l'anno 1954, ben 72 anni fa e lo aveva fatto da Paese ospitante il torneo. Ora è tornata tra le prime otto al mondo, in una edizione allargata a 48 squadre, e da protagonista, pronta a sorprendere ancora una volta visto che il destino le farà incrociare il cammino con i Campioni in carica, l'Argentina di Leo Messi.