Da marted� Claude Cowork, l'agente di Anthropic per il lavoro di conoscenza, � disponibile anche su web e dispositivi mobili, in beta e a partire dagli abbonati al piano Max. Fino a ora era raggiungibile solo dall'app desktop per macOS e Windows; adesso l'agente si pu� avviare e monitorare anche da iPhone, iPad e Android, oltre che da claude.ai, con gli altri piani a seguire "nelle prossime settimane". Che la rotta puntasse allo smartphone lo avevamo gi� anticipato quando erano emersi i primi segnali dello sbarco di Cowork sul mobile. La logica del prodotto non cambia: si affida a Claude un obiettivo e l'agente lavora su file, calendario, posta, app di messaggistica e web finch� il compito non � concluso. Ci� che cambia � dove tutto questo accade. Le sessioni ora girano nel cloud per impostazione predefinita, quindi si possono riprendere da un altro dispositivo o proseguire mentre il portatile � chiuso. I compiti pianificati vengono eseguiti anche senza alcun dispositivo online: si imposta la preparazione di una riunione alle sei del mattino e Claude, lavorando su thread di posta, trascrizioni e notizie recenti, prepara il documento di sintesi lasciando la mail di follow-up scritta ma non inviata. Quando l'agente arriva a una decisione che spetta solo all'utente, la domanda raggiunge il telefono con una notifica. "Nulla viene consegnato finch� non l'hai revisionato e approvato", sintetizza l'azienda. Il desktop resta comunque il luogo dell'esperienza completa, l'unico con accesso diretto ai file locali e al browser; chi non aveva installato l'app, per�, ora pu� usare Cowork lo stesso. In parallelo Anthropic ha unificato chat e Cowork in un'unica schermata su web e desktop, con una sola barra laterale, una sola ricerca e un unico spazio per Progetti e Artifact, e ha esteso al 5 agosto i limiti d'uso raddoppiati per accompagnare il lancio. Oltre il terminale Con l'annuncio Anthropic ha diffuso anche i primi dati d'uso di Cowork, e il quadro ridimensiona lo stereotipo dell'agente per soli sviluppatori. Su un campione di 1,2 milioni di sessioni anonimizzate, raccolte tra l'11 e il 31 maggio da oltre 600.000 organizzazioni, la categoria pi� diffusa � quella dei processi e delle operazioni aziendali al 33,4%: mettere insieme aggiornamenti sparsi in un unico resoconto, costruire liste per l'inserimento dei nuovi assunti, riconciliare fogli di calcolo. Seguono la creazione di contenuti e il copywriting al 16,4%, mentre lo sviluppo software si ferma all'8,7%. Le due voci in testa valgono da sole circa met� dell'utilizzo, ed � materiale di natura connettiva: quello che Anthropic chiama "il lavoro attorno al lavoro", i compiti trasversali a molti ruoli ma che raramente ne costituiscono il cuore. L'azienda legge il dato come segnale che le persone usano Cowork per assemblare e strutturare le informazioni su cui poi applicano la propria competenza, lasciando all'agente la parte ripetitiva. La corsa degli agenti fuori dal codice La mossa si inserisce in uno spostamento pi� ampio del settore, dai chatbot verso le superfici dove il lavoro accade davvero. OpenAI segue una traiettoria simile con Codex, nato come strumento di sviluppo e sempre pi� usato da non programmatori per report, presentazioni e analisi dati. La scommessa condivisa � che il vantaggio competitivo dipender� meno da chi ha il chatbot migliore e pi� da chi presidia lo spazio in cui i compiti vengono portati a termine. Nella stessa direzione Anthropic aveva gi� portato un Claude sempre attivo dentro Slack, di cui abbiamo parlato di recente. Lo smistamento delle richieste tra Claude Code e Cowork passa da una funzione chiamata Dispatch, un thread persistente che indirizza ogni richiesta al motore giusto e restituisce il risultato invece di ogni singolo passaggio. Va per� tenuto presente che dare a un telefono il controllo remoto di un agente che opera su una macchina apre spazio a rischi concreti: un'istruzione manipolata o un link di phishing potrebbero innescare azioni difficili da annullare. La stessa Anthropic invita a collegare questi agenti solo quando ci si fida di ogni app della catena. Vale la pena tenere a mente cosa non cambia: l'app mobile resta soprattutto un modo per avviare e sorvegliare i compiti, pi� che uno strumento per far girare l'agente direttamente sullo smartphone. Il lavoro pesante continua a vivere nel cloud o sul desktop, dove Claude vede i file locali e il browser.