Il vaso è traboccato sull’incarico esterno da 76mila euro annui per la comunicazione e il marketing territoriale, come anticipato ieri dal Carlino. L’avvocato Andrea Giombi, all’indomani della revoca delle sue deleghe al Turismo e all’attrattività da parte della sindaca Daniela Ghergo, fa chiarezza sulle ragioni della sua ‘cacciata’ da Palazzo del Podestà. "La mia revoca è da doversi chiaramente collegare alla contrarietà che ho espresso nel mese di giugno in due sedute di Giunta in merito all’incarico esterno per la comunicazione" spiega nel dettaglio l’ormai ex assessore Pd che elenca anche altre frizioni centrali all’interno della maggioranza, come la richiesta di maggiore ascolto per le istanze delle famiglie del ‘Mondo a Colori’ e la domanda di chiarimenti su una "consulenza da 25mila euro legata al PalaGuerrieri". Giombi rivendica la scelta di aver votato contro la consulenza esterna ritenendola "non opportuna a pochi mesi dalle elezioni e in presenza di personale interno già qualificato". Poi il paragone con i capitoli di spesa cittadini: "Sia sufficiente pensare che il Comune partecipa al Palio di San Giovanni con 10mila euro e che per mantenere aperto il Cag un anno si ha a disposizione solo 30mila euro". Giombi fa sapere anche di essersi opposto a più riprese a un "procedere amministrativo distante dall’interesse collettivo". Tra i nodi cruciali, l’ex assessore cita il "tentativo di affidare in concessione ai privati il Museo della Carta, la decisione di non far valere le ragioni del Comune sul campo fotovoltaico ad Argignano a ridosso delle case e il totale disinteresse per la proposta di ripristinare il punto nascite".
"Cacciato per il no all’incarico sulla comunicazione"
L’ex assessore Giombi ripercorre i motivi della sua esclusione dalla giunta: "Un impegno da 76mila euro, diamo molto meno anche al Palio"







