Era il 23 luglio dello scorso anno quando la Corte d’Assise di Modena, presieduta dalla dottoressa Ester Russo pronunciò la sentenza di condanna: 30 anni di carcere per Mohamed Gaaloul, accusato del barbaro omicidio della giovane mamma di Ravarino Alice Neri, avvenuto nelle campagne di Fossa di Concordia la notte tra il 17 e il 18 novembre 2022. Ora, su istanza della difesa è stata fissata l’udienza davanti alla prima sezione della Corte d’Assise d’appello per il prossimo 12 novembre. "Mi viene da dire: finalmente è stata fissata l’udienza. La sentenza di primo grado merita di essere integralmente riformata. La decisione della Corte d’Assise di Modena è profondamente sbagliata, perché fondata su supposizioni e su circostanze considerate accertate nonostante siano state, in realtà, smentite nel corso del dibattimento"- afferma l’avvocato dell’imputato, Roberto Ghini. Nelle motivazioni della sentenza a 30 anni, la corte aveva sottolineato come : ‘La combinazione congiunta tra gli indizi e la sequenza di menzogne rese dall’imputato in dibattimento non può trovare alcun diverso percorso ricostruttivo se non quello che individua l’assassino nella persona di Bedoui Gaaloul Mohamed" - riteneva la corte. Il movente non è individuabile con certezza, alla luce delle risultanze processuali, ma a carico di Gaaloul sono emersi "indizi assolutamente pregnanti e univoci" che "attenuano fortemente l’importanza dell’esclusione delle piste alternative". Ma sul punto il legale dell’imputato afferma: "In un caso così grave occorre individuare il colpevole di quell’omicidio: non un possibile colpevole. Le cronache ci ricordano quanto sia alto il rischio nei processi fondati su elementi indiziari: persone condannate per omicidi che non avevano commesso".