HomeCultura e SpettacoliLiu Bolin e il dono a Milano. Mimetizzarsi nel Cenacolo. Un monito contro le guerre: "Il mio sogno realizzato"L’artista cinese celebre per i suoi scatti fotografici dove cerca di nascondersi. Le opere verranno poste al termine del percorso di visita dell’Ultima Cena. .Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Ci vuole un fisico bestiale...per fare quello che ti pare", cantava Luca Carboni. Nulla di più vero per Liu Bolin, l’artista cinese celebre per le sue performance di mimetizzazione dentro luoghi simbolo della storia dell’arte ma anche in panorami urbani. Per realizzare il dittico A message for beauty, due scatti che documentano la sua performance condotta nell’ottobre 2025 al cospetto dell’Ultima Cena di Leonardo e all’interno della basilica in Santa Maria delle Grazie, è stato per otto ore quasi immobile, vestito con una tuta e con la faccia dipinta mentre i collaboratori del suo staff lo riprendevano per poi realizzare l’opera. Estenuante. Ma era "il suo sogno fin da quando ha iniziato a studiare la storia dell’arte italiana", traduce l’interprete di Bolin. Un sogno che si è concretizzato con il sostegno "degli amici italiani", in virtù dell’accordo di valorizzazione fra la Pinacoteca di Brera, il Museo del Cenacolo e la Galleria Gaburro. Bolin ha donato le due opere che entrano nella collezione permanente della Pinacoteca di Brera. Ma perchè mimetizzarsi sino a scomparire? Per l’artista "non significa annullarsi" ma diventare parte di ciò che è più grande, custodendo la memoria e proiettandola nel futuro. Un gesto che si fa celebrazione della pace e della bellezza, "in uno spazio dove ho avvertito l’anima", confessa. Lavorare nel Cenacolo non è stato facile perchè ha dovuto scegliere pigmenti naturali, per rendere la sua figura uguale allo sfondo, e anche "scegliere un punto di partenza più alto" per questa performance art. "Le opere che compongono il dittico A message for beauty sono nate per porgere un messaggio di pace e bellezza in un periodo controverso della nostra storia – dice Chiara Rostagno, vicedirettore Pinacoteca di Brera e direttore esecutivo Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano –. La Basilica di Santa Maria delle Grazie e il Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano recano nel loro corpo i segni tangibili degli orrori della guerra a seguito del bombardamento subito nell’agosto del 1943. Abbiamo accolto il progetto di Liu Bolin per dare un messaggio forte: noi possiamo immedesimarci nella bellezza del nostro patrimonio e trarne la forza per affrontare la vita, con speranza". La presenza mimetizzata dell’artista davanti all’Ultima Cena e nella spazialità della tribuna bramantesca della Basilica di Santa Maria delle Grazie si fa simbolo della resilienza della bellezza, capace di resistere a distruzioni, guerre e violenze che nel corso dei secoli hanno colpito l’umanità, e di cui sono state vittime anche i due monumenti milanesi, feriti dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale.