La memoria prende forma nel cuore di Carrara. Inaugurati ieri mattina i due pannelli dedicati al coraggio delle donne carraresi che il 7 luglio 1944 si opposero pacificamente alle direttive nazifasciste, diventando protagoniste di una delle pagine più significative della storia cittadina. Sono state collocate nei luoghi simbolo di quella vicenda: in piazza delle Erbe, di fronte al murales di Francesca Rolla, e nella vicina via VII Luglio, dove le donne si fermarono compatte per manifestare contro l’ordine di sfollamento delle autorità nazifasciste.
La cerimonia ha anticipato il consiglio solenne dedicato alla ricorrenza. L’iniziativa nasce da un’idea dell’Istituto storico della Resistenza Apuana, realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Carrara e dell’Anpi. I pannelli rientrano nel progetto “Dall’Italia ad Auschwitz. I luoghi della storia e delle memorie come strumento di formazione“, coordinato dalla Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato e finanziato dalla Regione. Le due installazioni, con immagini storiche e ricostruzione cronologica degli eventi, raccontano quei concitati giorni di 82 anni fa soffermandosi sul 7 luglio, quando venne affisso l’ordine di sfollamento che avrebbe portato, pochi giorni dopo, alla protesta delle donne carraresi. Una ribellione senza armi, ma capace di fermare i tedeschi. Per l’amministrazione comunale presenti la vicesindaca Roberta Crudeli con le assessore Gea Dazzi ed Elena Guadagni, Almarella Binelli per l’Anpi e la vicepresidente dell’Istituto storico della Resistenza apuana Serena Conti. "È una giornata storica – ha commentato Roberta Crudeli – con installazioni volute per ricordare l’evento e tramandarne la memoria. In un momento in cui si avvertono ‘venti pericolosi’ delle destre, bisogna tenere alta l’attenzione". Per l’assessora alla cultura Gea Dazzi, ogni pietra che si pone alla memoria è un’operazione importante. Serena Conti ha sottolineato il valore della scelta dei luoghi, ricordando come si trattò di una ribellione dal significato profondo, e Almarella Binelli ha definito i due pannelli un ‘totem culturale’ utile per chiunque.







