VILLADOSE (ROVIGO) - È mancata improvvisamente nella sua casa fra le braccia del suo compagno, domenica, Nadia Santinon, a soli 38 anni. La notizia si è diffusa rapidamente in paese dove in tanti la conoscevano, lasciando tutti sgomenti per l’improvvisa morte di una giovane mamma sempre sorridente e positiva. Nadia Santinon, originaria di Camposampiero (Padova), si era trasferita da una decina d’anni a Villadose insieme al compagno Salvatore, in via Rizzo, in una casetta che li aveva conquistati entrambi. Insieme da quasi 19 anni, Nadia e Salvatore avevano coronato l’unione con la nascita della loro bambina, Greta Ester, adorata da entrambi che lo scorso maggio ha ricevuto la prima comunione e a settembre inizierà la quinta primaria. Nadia e Salvo si sono integrati subito in paese con la loro semplicità, amicizia e simpatia. Nadia era una persona buona, socievole e disponibile verso il prossimo. Aveva accusato i primi segnali di malessere a dicembre, poi solo a febbraio i dolori si erano intensificati, tanto da richiedere l’accesso all’ospedale e l’inizio delle indagini diagnostiche. Solo a fine aprile aveva avuto la diagnosi di una neoplasia e aveva potuto iniziare le terapie.
L'arrivo in paese Aveva lavorato come addetta all’ortofrutta all’Interspar di Cittadella prima e poi da Md di Santa Maria di Sala, quindi, per poter occuparsi della sua famiglia, dopo il trasferimento a Villadose e la nascita della bambina, aveva scelto di fare qualche lavoro domestico in qualche famiglia: definita bravissima, precisa e disponibile. Le piaceva prendersi cura degli ambienti delle persone, che poi diventavano amiche, che si affidavano a lei. «Era bravissima, meticolosa e metteva una grande passione nel suo lavoro, che non faceva solo per denaro - ha raccontato un’amica che proprio ieri si è recata a portare conforto ai famigliari - il compagno mi ha detto che persino il giorno stesso in cui è venuta a mancare, ci teneva a stirargli una maglietta per non farlo uscire in disordine, a testimonianza della sua costante cura per gli altri». Nonostante fosse una donna forte, energica e il pilastro della famiglia (gestiva tutto lei, dalla casa alla figlia), e avesse risposto bene alle prime cure lottando con il coraggio di una leonessa (aveva messo anche l'immagine di un leone come profilo Facebook), la situazione è peggiorata molto velocemente, tanto che negli ultimi quattro giorni aveva iniziato le cure palliative.La tragedia «Domenica mattina aveva stirato e poi dopo pranzo aveva sistemato dei bicchieri e delle altre cose - ha ricordato il compagno Salvo - era molto premurosa nelle faccende domestiche. Poi mi ha detto che si sarebbe riposata nella poltrona, ma non è riuscita ad arrivare in tempo ed è collassata. Io e mia mamma ci siamo precipitati da lei, abbiamo tentato di rianimarla in attesa dei sanitari, ma al loro arrivo non c’era più nulla da fare». Nadia è spirata fra le sue braccia. Per questo la decisione di allestire la camera ardente nella loro casa. «Aveva tanta forza, era sempre sorridente - ha aggiunto il compagno - non ha mai abbassato la guardia, nonostante i dolori, ha sempre lottato». Ieri sera è stata organizzata una veglia di preghiera in chiesa per pregare per Nadia, voluta dal compagno Salvatore e dai famigliari. Il funerale si svolgerà oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa parrocchiale San Leonardo abate di Villadose, partendo dalla casa di via Rizzo. Oltre al compagno Salvatore e alla piccola Greta Ester, lascia la mamma Annalisa, il papà Ottorino, il fratello Andrea e le sorelle Marina ed Elena.






