<p>Alcuni cross valutari evidenziano tendenze di fondo ben impostate, e coinvolgono sia le valute di riferimento che cambi secondari o dei Paesi emergenti.
Dopo performance molto toniche dei mercati azionari, possono rappresentare un'alternativa interessante in ottica di trading o posizionamento di medio periodo per diversificare una parte del portafoglio.
Spesso, una posizione in valuta è facilmente inseribile in portafoglio attraverso l'acquisto di bond denominati in divisa estere, ma se si tratta di un cross che non coinvolge l'euro (ad esempio il cambio Usd-Gbp, dollaro-sterline) è necessario utilizzare strumenti più complessi, che puntano direttamente a restituire il rendimento espresso dalla dinamica del cambio.</p><p>Il dollaro statunitense nelle ultime settimane ha ritrovato forza, grazie ad una combinazione di elementi un po' inaspettata, confermando quanto sia difficile fare previsioni sui cambi.
Il quadro macroeconomico è più solido delle attese, il mercato del lavoro continua a mostrare una notevole resilienza e l'inflazione nei servizi rimane sufficientemente elevata da indurre la Federal Reserve a mantenere un approccio prudente sui tagli sui tassi, dopo l'arrivo del nuovo numero 1 della Fed.


