L’auto nuova? No, almeno per ora non se ne parla. Al massimo, si può andare su una usata o su una moto, se piace il genere. Ma un iPhone di ultima generazione o una tv di alto contenuto tecnologico, quelli sì, continuano a diventare meno sogno e molta più concretezza in termini di acquisto. Così vanno i consumi in Campania e, in fin dei conti, un po’ in tutto il Paese a leggere numeri e percentuali dell’Osservatorio Annuale Findomestic, uno dei più attendibili monitoraggi (è giunto non a caso alla 32esima edizione) sulle tendenze degli italiani in fatto, appunto, di consumi. Curiosità a parte, il dato che fa più riflettere a proposito della Campania è il calo della spesa complessiva delle famiglie. Nel 2025 quella relativa ai beni durevoli si è attestata a 4 miliardi e 700 milioni di euro, in calo del 2,1% rispetto all’anno precedente. La flessione, spiega l’Osservatorio, è in linea con la media nazionale ma è più pesante rispetto al Sud in alcuni comparti chiave della mobilità. La spesa media per famiglia, che si ferma a 2.083 euro, è infatti all’ultimo posto tra le regioni italiane, con una riduzione del 2,3%.
LO SCENARIO Il principale fattore di debolezza, come detto, è l’auto nuova, che scende a 680 milioni di euro e perde il 15,1% con le famiglie campane ultime in Italia per spesa media (2.083 a nucleo). Quasi un paradosso per la regione “patria” della Panda, il modello prodotto a Pomigliano e da anni il più venduto in Italia (da solo copre la metà dei modelli del gruppo Stellantis). Per la verità sono le auto usate a tenere banco con 1 miliardo e 515 milioni di euro, ma arretrano anche loro, dell’1,3%. I motoveicoli, invece, si attestano a 286 milioni e crescono dello 0,6%, primo mercato regionale italiano per volume. Negli altri comparti prevalgono segnali più positivi: gli elettrodomestici raggiungono 479 milioni di euro e crescono del 5,2%, l’elettronica di consumo (TV e Hi-Fi) vale 115 milioni con un -0,2%, i mobili totalizzano 1 miliardo e 42 milioni con un -0,2%, l’information technology sale a 136 milioni (+3%) con le famiglie della regione al secondo posto in Italia per spesa media (99 euro per nucleo), e la telefonia cresce a 446 milioni (+2,6%). INPS, esonero contributivo fino a 500 euro al mese per i contratti trasformati a tempo indeterminato«La Campania - dice Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic - mostra una doppia faccia: da un lato resta uno dei grandi mercati italiani dei beni durevoli, dall’altro continua a evidenziare una struttura di consumi molto sensibile al rallentamento della mobilità e in particolare dell’auto nuova. A fare la differenza nel 2025 sono però i comparti legati alla casa e alla connettività: elettrodomestici, information technology e telefonia crescono in modo significativo e raccontano una domanda che resta viva nei beni percepiti come utili. Anche il profilo provinciale è molto articolato: Napoli concentra i volumi, Avellino e Benevento mostrano alcuni segnali di resilienza, mentre Caserta e Salerno pagano una frenata più ampia del mercato». NEL CAPOLUOGO A Napoli, che si conferma il grande motore del mercato campano con 2 miliardi e 453 milioni di euro di spesa in beni durevoli, il calo è dell’1,7%. La spesa media per famiglia è pari a 2.109 euro (-1,9%). Le auto nuove arretrano a 312 milioni di euro con un calo a doppia cifra (16%), mentre le auto usate scendono meno: 749 milioni e -2,6%. I motoveicoli, a 175 milioni di euro, crescono del 2,3% confermando il primato nazionale per volume e il nono posto della spesa media per nucleo familiare (268 euro). Gli elettrodomestici toccano 268 milioni di euro (+6%), l’elettronica di consumo 65 milioni (+1%), i mobili 574 milioni (+1,1%), l’information technology 80 milioni (+4,4%) e la telefonia 230 milioni (+3,5%). «È il quadro di una provincia che, pur frenata dall’auto nuova, mostra una sorprendente vivacità nel resto del paniere», chiosa Findomestic.







