Il contratto di Dusan Vlahovic è scaduto il 30 giugno. Ma tra lui e la Juve forse si può parlare di una semplice pausa di riflessione. Già, perché a volte i messaggi non scritti sono quelli più significativi. Non è passata inosservata la decisione della Juventus di non salutare pubblicamente Dusan Vlahovic, con una nota ufficiale o magari con qualche post social. Allo stesso tempo, il centravanti serbo ha preferito rimandare a data da destinarsi la dedica d’addio al club bianconero e ai suoi tifosi. Due silenzi atipici, considerando il modo brusco con cui si era interrotta la trattativa per il rinnovo di contratto a campionato finito. Ma motivati dalla stessa voglia di credere che, in realtà, ci fossero ancora spiragli per fare la pace e ripartire insieme. O almeno provarci. Anche perché in poche settimane la Juve è già cambiata tanto, tantissimo: al timone non c’è più Damien Comolli e già questa è un’ottima notizia dal punto di vista della famiglia Vlahovic, per Dusan come per papà Milos. E il nuovo ad Giovanni Carnevali, ha da subito preferito lasciare la porta aperta: non è lui che pensava di uscire a cercarlo, ma per essere pronto a cogliere l’opportunità nel caso in cuo fosse stato proprio Vlahovic a tentare la carta del ritorno. «No, non l'abbiamo incontrato, però allo stesso tempo le porte sono aperte», il messaggio lanciato ieri dal dirigente bianconero a margine della presentazione dei palinsesti di Sky Sport. Parole già ben diverse rispetto a quelle spese lunedì 29 giugno, in occasione dell’apertura del calciomercato a Rimini: «Nel calcio certe possibilità che non ci sono oggi poi possono riaprirsi domani, sicuramente è un giocatore importante. Ma allo stato attuale non rientra nei nostri pensieri». Ruolo chiave A volte, quindi, può essere solo questione di tempo. Che papà Milos ha trascorso cercando offerte in linea con le ambizioni economiche e tecniche di Dusan: reali affondi dalle big d’Europa non ce ne sono stati, la vera offerta da valutare (e valutata) era quella del Besiktas di Vincenzo Italiano ma per il momento sono stati i contro a vincere sui pro. Così, a una settimana dal raduno della Juve, in programma lunedì 13 luglio, è arrivato il momento per Vlahovic di compiere un passo indietro rispetto alle proprie richieste. Per farne uno deciso in avanti, in direzione Juve. Ritrovando un alleato fondamentale in tal senso: Luciano Spalletti. Non si sono mai persi di vista, in questi ultimi giorni è poi arrivata una telefonata forse decisiva: Dusan si è convinto a cercare di fare la pace con la Juve, nel tecnico bianconero ha trovato una sponda fondamentale ma anche una persona che non le manda a dire. Atteggiamento Gli ha fatto capire di doversi dimostrare davvero disposto a rivedere le proprie pretese, non solo economiche. E poi dovrà fare di tutto per non tradire la sua fiducia, sotto ogni punto di vista. Il passo successivo è stato quello di richiedere un incontro con la dirigenza della Juve, che da ieri vede in Frederic “Ricky” Massara il nuovo capo dell’area tecnica fortemente voluto dallo stesso Carnevali («Contento del suo arrivo, serve una squadra fuori dal campo che sia vincente»): da oggi ogni giorno può essere quello buono per un incontro, se i conti dovessero mettere tutti d’accordo non sarebbe da escludere nemmeno una trattativa lampo, se ci fosse distanza nelle intenzioni invece (ex) amici come prima. Intanto il mercato deve entrare nel vivo, per comprare bisogna vendere ma portiere e attaccante rimangono priorità indipendenti: oggi summit per sbloccare la trattativa per il Dibu Martinez, mentre la distanza col Psg per Kolo Muani convince Carnevali a guardarsi attorno. E chissà, magari potrebbe anche essere già stampata la maglia numero 9 giusta .