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La Corte d’Assise di Alessandria ha condannato a sei anni di carcere l’ex membro delle Brigate Rosse Lauro Azzolini per l’omicidio del carabiniere Giovanni D’Alfonso durante la sparatoria alla cascina Spiotta, avvenuta nel 1975.
Per Renato Curcio e Mario Moretti, gli altri due ex brigatisti imputati nel processo, è stata dichiarata la prescrizione, per cui non sconteranno pene. La prescrizione interviene quando dal momento in cui è stato commesso il reato è trascorso un numero di anni pari alla pena massima prevista per quel reato.
Azzolini è il brigatista che secondo quanto emerso dalle indagini riuscì a fuggire dalla sparatoria, nelle campagne della zona, senza venire individuato per anni. Il processo che ha portato alla sua condanna era iniziato nel 2021, quasi cinquant’anni dopo i fatti, in seguito a un esposto presentato alla procura di Torino da parte di Bruno D’Alfonso, figlio del carabiniere ucciso e anche lui carabiniere.
Azzolini era già stato indagato per la sparatoria alla cascina Spiotta, ma fu prosciolto nel 1987: la procura ha chiesto e ottenuto la revoca di quel provvedimento sulla base di quelle che considerava nuove prove contro di lui. La Corte d’Assise di Alessandria lo ha condannato per l’omicidio di D’Alfonso; dovrà versare una provvisionale da 40mila euro ai familiari; cioè un anticipo sul risarcimento finale, che deve essere ancora determinato. Per Azzolini la procura aveva chiesto 21 anni.











