La Procura di Pavia indaga l’ex comandante dei carabinieri di Vigevano Gennaro Cassese per false dichiarazioni al pm. Al centro il verbale del 2008 su Andrea Sempio relativo alle indagini sul caso Garlasco: lo scontrino-alibi, il malore mai verbalizzato e la sovrapposizione di orari con altri testimoni. Il carabiniere ha risposto “non ricordo” a ogni domanda del procuratore Civardi.
Garlasco, indagato Gennaro Cassese
Il verbale
I troppi "non ricordo"
Garlasco, indagato Gennaro CasseseL’ipotesi di reato è di false dichiarazioni al pubblico ministero. L’ex carabiniere oggi in pensione Gennaro Cassese, che 19 anni fa, all’epoca del delitto di Garlasco, comandava la Compagnia dei carabinieri di Vigevano ed era tra i responsabili delle prime indagini condotte sul caso, è ufficialmente indagato.Un anno fa Cassese era stato sentito come testimone all’interno del fascicolo della Procura di Pavia che vede indagato Andrea Sempio, storico amico di Marco Poggi, fratello della vittima, accusato di aver ucciso Chiara dopo un rifiuto a un approccio sessuale.Il verbaleAl centro dell’attenzione dei magistrati c’è il verbale del 4 ottobre 2008, redatto due mesi dopo l’omicidio, quando Sempio consegnò ai carabinieri il famoso scontrino del parcheggio di Vigevano, presentato come una sorta di alibi non richiesto per dimostrare che il giorno del delitto, il 13 agosto 2007, si trovasse fuori Garlasco per acquistare un libro.Secondo il procuratore aggiunto Stefano Civardi, che lo ha interrogato, Cassese si sarebbe mostrato reticente, rispondendo “non ricordo” a diverse domande cruciali.I magistrati hanno accertato che durante quell’interrogatorio Sempio si sentì male, al punto da rischiare di perdere i sensi: fu chiamato il 118 e ne esistono i registri, ma nel verbale non ne resta traccia.









