Come un dio benevolo, Tadej Pogacar si volta per un giorno dall’altra parte e scende dal trono del Tour de France, dove si era issato solo ieri, per concedere ai comuni mortali del pedale un giorno di gloria. Si può leggere così quanto accaduto nella quarta tappa della Grande Boucle, la Carcassonne-Foix, vinta dal danese Mads Pedersen e che ha regalato al norvegese Torstein Traeen la maglia gialla.I due scandinavi, in una giornata torrida non proprio adatta a loro, sono stati tra i protagonisti della fuga vincente di un gruppetto di una decina di corridori, arrivato al traguardo tredici minuti prima del plotone con tutti i big della classifica. Traeen, che era 24/o in classifica a cinque minuti da Pogacar, si è trovato così in vetta. La nuova generale vede il corridore della Uno X precedere di 28 secondi lo statunitense Sean Quinn, oggi secondo al traguardo, e di 3'50» il ceco Mathias Vacek, altro partecipante alla fuga di giornata come l’azzurro Marco Frigo, che ha terminato al quarto posto, ma accusa un ritardo di oltre 30 minuti sul leader.A due giorni dalla vittoria di Haaland e compagni sul Brasile ai mondiali di calcio, Traeen partecipa a sua volta al momento d’oro della Norvegia: «Il calcio è molto importante e ho visto come remano davanti al castello e tutto il resto... è una grande festa pubblica e ovviamente stiamo andando piuttosto bene - ha detto il corridore scandinavo - Quindi ora sogno solo di avere una maglia della Norvegia con il mio nome sulla schiena, così da poterla indossare per la prossima partita».Quanto a Pogacar, al momento si ritrova sul groppone un ritardo di 7'53», stesso tempo di Jonas Vingegaard, ma avrà tutto il tempo di rifarsi alla prima occasione, potendo intanto evitare tutte le cerimonie e le interviste che sono obbligatorie per il leader della corsa e risultano stancanti in una corsa che già prosciuga, tanto più con le temperature di questi giorni. Domani, a Pau, è previsto un arrivo in volata e quindi spazio ai velocisti, con Pedersen che proverà a fare il bis, ma poi già giovedì ci sarà da affrontare tante salite, compreso il Tourmalet, terreno di caccia preferito dello sloveno. La cronaca odierna della corsa ha registrato di fatto solo la fuga di una trentina di corridori, cui le squadre top non si sono opposte, e poi i migliori dieci, tra cui Frigo, hanno accelerato sul Col de Montsegur, a 34 km dal traguardo, per andare a giocarsi la vittoria. Arrivati a Foix, Pedersen è stato aiutato dai compagni di squadra della Lidl Trek Simmons e Vacek a respingere gli attacchi di Frigo e dello spagnolo Castrillo ed è andato a prendersi la 61/a vittoria in carriera. «Sicuramente, è stato un capolavoro di squadra - ha dichiarato il trentenne danese -. Ho sofferto molto sull'ultima salita, ma Quinn e Vacek al mio fianco hanno gestito bene il ritmo per me. Da lì al traguardo sono stati delle macchine».
Il Tour de France cambia padrone: Traeen in giallo dopo il successo di Pedersen
Pogačar sceglie una giornata di gestione: lascia spazio alla fuga, cede la maglia gialla e conserva le energie in vista delle grandi salite










