<p>Crescono i <strong>consulenti finanziari iscritti all'albo</strong>, presidio di professionalità rispetto al fenomeno dilagante dei finfluencer che popolano il web con attività abusiva e consigli spesso sbagliati.

A sottolinearlo è stato il presidente dell'<strong>Ocf</strong>, <strong>Mauro Maria Marino</strong>, nella relazione annuale dell'Organismo di tenuta dell'albo e vigilanza sui consulenti finanziari. </p> <p>I numeri della professione sono positivi.

Gli iscritti nel 2025 sono saliti a <strong>54.783</strong> (+3,8% sul 2024) e c’è stato anche un incremento di <strong>nuovi mandati</strong> da parte degli intermediari autorizzati (+23,4%).

Così i consulenti finanziari attivi, alla fine dell’anno scorso, raggiungono quasi il 70% del totale ed è aumento sia il numero degli uomini sia delle donne, con queste ultime arrivate al <strong>23,9% del totale</strong>. </p> <p>Un trend positivo che è stato confermato anche nei primi mesi del 2026: in particolare i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede a giugno risultano complessivamente pari a 56.191, il 7,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. </p> <h2>La crescita della professione e le garanzie per i risparmiatori</h2> <p>«La qualificazione professionale, la formazione continua, l’<strong>iscrizione all’albo</strong> rappresentano elementi essenziali di garanzia per il mercato e per i risparmiatori, con i consulenti che, alla luce del basso livello di delinquency, hanno continuato a dimostrare ancora una volta integrità morale e affidabilità», ha aggiunto Marino, mentre il fenomeno dei cosiddetti <strong>finfluencer</strong>, soprattutto tra i più giovani, «dimostra quanto sottile sia il confine tra informazione, suggestione e induzione a scelte finanziarie non pienamente consapevoli». </p> <h2>I rischi dei finfluencer e dell'intelligenza artificiale</h2> <p>A loro si aggiungono <strong>chatbot di intelligenza artificiale</strong> che consigliano investimenti e consentono di sottoscrivere delle <strong>critpo attività</strong> tramite app sullo smartphone, e «possono rappresentare una tentazione per un risparmiatore non esperto», ha sottolineato il presidente dell’<strong>Ocf</strong>.