di
Marco Bonarrigo
Il danese si è imposto in volata su un gruppetto di una decina di corridori che ha portato a termine con successo una fuga. Pogacar, Vingegaard e i big a oltre 10 minuti
Rieccoli, i norvegesi. Dopo i trionfi di biathlon e sci di fondo (e si sapeva), dopo l’atletica, dopo la Nazionale di calcio trascinata dalla superstar Haaland, ad esaltare il dominio dello stato scandinavo nello sport martedì è arrivato Torstein Træen che a Foix ha tolto dalle spalle di Tadej Pogacar la maglia gialla di Tour de France, nella quarta tappa della Grande Boucle 2026 vinta dal danese (sempre in zona restiamo) Max Pedersen.
Di perdere la maglia (e cedere i pesanti onori protocollari) Pogi aveva una voglia matta e per questo ha dato il via subito a una fuga a venti che ha preso rapidamente il largo in una giornata di caldo spaventoso. Trent’anni, titolare in quella «nazionale» norvegese che è la Uno X diretta da 9 Thor Hushovd che aveva anche lui vestito il giallo in passato, Træen vantava un palmares dignitoso ma con una sola vittoria, quella in una tappa del Giro di Svizzera di due anni fa ma aveva vestito la maglia rossa di leader della Vuelta per tre giorni nel 2025.










