| 7 Luglio 2026 18:47
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ROMA – Il Governo non impugnerà le leggi sui lidi balneari calabresi in materia di demanio marittimo licenziate dal Consiglio regionale calabrese lo scorso maggio (LEGGI). Lo ha deliberato il Consiglio dei ministri nell’ultima seduta. Una decisione non scontata, perché lo spauracchio dell’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale era stato agitato più volte. Passa quindi la “soluzione calabrese” alla direttiva Bolkestein, la norma che consente la proroga delle concessioni balneari.
La legge assegna ai Comuni costieri la valutazione sulla “scarsità della risorsa spiaggia” e sull’eventuale “interesse transfrontaliero certo”. Solo in presenza di queste condizioni scatterebbe l’obbligo di gare pubbliche per le concessioni. In caso contrario, gli enti locali possono prorogare le concessioni esistenti.
Nessuna impugnativa anche per l’altra legge in materia, riservata ai balneari calabresi che hanno subito danni ai propri lidi e stabilimenti durante gli eventi estremi che hanno sferzato la Calabria lo scorso inverno. A loro si offre la possibilità di ottenere una licenza suppletiva e dislocare l’attività, per la stagione 2026, in altra area demaniale.






