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Secondo l’Agenzia del Regno Unito per le operazioni mercantili, gestita dalla marina britannica, martedì tre petroliere sono state colpite nello stretto di Hormuz. I Guardiani della Rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran, che lo controllano da marzo, non hanno rivendicato gli attacchi. I media di stato iraniani però hanno detto che almeno una delle navi, la prima a essere attaccata, aveva tentato di attraversare il passaggio rifiutandosi di seguire le indicazioni del regime.
Al momento quindi l’opzione che sia stato il regime iraniano ad attaccare resta la più probabile.
Sulla prima nave, che trasportava gas naturale liquefatto, si è sviluppato un incendio. Secondo la marina britannica stava navigando a circa 15 chilometri da Limah, in Oman, al di fuori della zona autorizzata dall’Iran. Una delle due navi attaccate successivamente invece è stata colpita da un drone. In tutti e tre i casi le navi hanno subìto danni, mentre non ci sono notizie di feriti. Una ha potuto proseguire il suo percorso fuori dallo stretto anche dopo l’attacco.
Non è la prima volta che ci sono attacchi contro le petroliere che navigano nello stretto, nonostante lo scorso 17 giugno Iran e Stati Uniti abbiano firmato l’accordo che ha portato alla sua riapertura (seppur con qualche interruzione). È successo comunque con frequenza molto minore rispetto al periodo tra la fine di febbraio e l’inizio di giugno, quello in cui erano in corso i combattimenti iniziati con gli attacchi di Israele e Stati Uniti in territorio iraniano.








