Ad Ankara, von der Leyen e Zelensky hanno collegato il rafforzamento della difesa europea a tre obiettivi convergenti, aumentare la produzione interna, integrare più stabilmente le capacità sviluppate dall’Ucraina durante la guerra e rafforzare il legame operativo con la Nato. Nel discorso del presidente ucraino questo passaggio assume anche un valore politico più netto, perché l’esperienza maturata su droni, difesa aerea e innovazione militare viene proposta non solo come base per una cooperazione industriale, ma come argomento a favore dell’ingresso di Kyiv nell’Alleanza

Un’Europa più capace di finanziare, produrre e coordinare la propria difesa, senza separare questo rafforzamento dalla Nato e con l’Ucraina integrata come partner industriale, tecnologico e militare. È questo il quadro che emerge dagli interventi di Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky al Nato Defence Industry Forum di Ankara. La presidente della Commissione europea ha indicato negli acquisti comuni, nella mobilità militare e negli investimenti produttivi gli strumenti per colmare le carenze del continente. Il presidente ucraino ha portato nel confronto l’esperienza maturata nella guerra con droni e sistemi di difesa aerea, chiedendo di trasformarla in cooperazione stabile e in un ruolo più pieno di Kyiv nella sicurezza europea.