Sono ufficialmente chiuse le indagini sulla morte di Cinzia Pinna, 33enne di Castelsardo morta nella tenuta di Conca Entosa di Emanuele Ragnedda, 41enne imprenditore vinicolo. Per la difesa dell’uomo, l’omicidio sarebbe avvenuto per legittima difesa dopo un’aggressione. Di diverso avviso è la Procura, che ipotizza l’omicidio volontario.
Si sono chiuse le indagini sulla morte di Cinzia Pinna, la giovane di Castelsardo morta il 12 settembre dello scorso anno. La 33enne era scomparsa l'11 settembre e dopo ore di ricerche, era stata diffusa la notizia del suo decesso, avvenuto dopo una serata in un locale. A confessare il delitto era stato Emanuele Ragnedda, che aveva anche indicato il luogo dove si trovava il corpo: il cadavere di Cinzia, infatti, è stato trovato in un casolare della tenuta vinicola di Ragnedda a Conca Entosa. La pm Noemi Mancini ha firmato l'avviso di concluse indagini sulla base delle consulenze dei Carabinieri del Ris di Cagliari e di un pool di specialisti, tra i quali il medico legale Salvatore Lorenzoni, l'entomologa forense Valentina Bugelli e il tossicologo forense Silvio Chericoni.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il 41enne Ragnedda, noto produttore del vermentino più costoso al mondo, ha ucciso Cinzia Pinna nella notte tra l'11 e il 12 settembre 2025, esplodendo contro di lei diversi colpi di una pistola, una Glock calibro 9, nel soggiorno di casa nello stazzo di Conca Entosa.










