A poco più di un anno dallo storico gemellaggio con Memphis, leggendaria terra di soul, blues e rock'n'roll, dallo Sun studio in giù, il Porretta Soul Festival mette in pausa le relazioni con gli Stati Uniti d'America. Se fin dalla sua fondazione, nel lontano 1988, l'evento sulle rive del Reno ha masticato sempre americano, avendo a che fare ogni anno con i protagonisti della musica dell'anima a stelle e strisce, adesso qualcosa si è rotto. E questo nonostante, anche nel 2026, il festival ospiti la Memphis Music Hall of Fame Band, diretta da Kurt Clayton, che porterà sul palco della montagna bolognese l'autentico spirito del soul americano. Ne parla a margine della presentazione della nuova edizione del festival di Porretta, la 38esima, in programma dal 23 al 26 luglio, il fondatore e direttore artistico Graziano Uliani. "I soldi contano, anche per questo festival, ma ne facciamo una questione di collaborazione vera, di empatia con le istituzioni e con il nostro mondo. Non ci sono rischi per il Porretta soul, che cresce ancora, e non abbiamo problemi di budget. Non corriamo rischi, non ci sono problemi di budget. L'unico pericolo è Donald Trump. Non l'ho detto pubblicamente, ma quest'anno ho rinunciato al patrocinio del consolato Usa. Non gli ho più risposto. Ed è la prima volta".
Porretta Soul Festival, la rassegna gemellata con Memphis rinuncia al patrocino Usa: “No a Trump”
Il fondatore Graziano Uliani quest’anno non ha risposto al consolato americano: “Fortunatamente i musicisti non la pensano come il presidente”. L’evento sarà d…










