<p><strong>De Beers </strong>riduce in modo significativo i prezzi dei suoi diamanti, segnando un possibile cambio di strategia dopo anni di politiche orientate a mantenere le quotazioni al di sopra dei valori di mercato. </p> <p>La revisione arriva in occasione della prima vendita organizzata dopo il ridimensionamento della rete di acquirenti selezionati della società, passati da circa 70 a una fascia compresa tra 45 e 50 operatori.

Una scelta che punta a concentrare la distribuzione sui clienti più solidi, in un momento complesso per il comparto, segnato dal rallentamento della domanda di lusso in Cina e dalla crescente diffusione dei diamanti sintetici. </p> <p>Per lungo tempo il gruppo controllato da <strong>Anglo american</strong> ha evitato ribassi per non influenzare negativamente il sentiment del mercato.

L’entità precisa dei tagli non è stata resa nota, anche a causa del nuovo sistema di fatturazione introdotto da De Beers, che prevede un prezzo complessivo per l’intero lotto; dunque, anziché indicare il prezzo di ogni singolo lotto di diamanti, la società fattura un unico importo complessivo.

In precedenza, secondo gli operatori, i prezzi del gruppo risultavano superiori rispetto al mercato tra il 5% e il 50%, a seconda delle categorie. </p> <p>La delibera arriva in una fase delicata per De Beers, alle prese con una delle crisi più prolungate nella storia dell’industria dei diamanti.