Sono entrambi i simboli delle proprie Nazionali, i calciatori con più presenze, gol e assist. Dai loro mancini si deciderà l'ottavo di finale
Sarà una questione di mancini. Argentina-Egitto non è solo un ottavo di finale. È la sfida tra due che con il piede sinistro hanno incantato per decenni, disegnando traiettorie magiche per la maglia del proprio Paese. Lionel Messi con la sua Nazionale ha anche vinto qualche trofeo, tra cui ovviamente la Coppa del Mondo di quattro anni fa. Mohamed Salah una gioia simile l’ha soltanto sfiorata, arrivando a un passo dalla vittoria della Coppa d’Africa nel 2017 e nel 2022. Potrebbe essere l’ultimo ballo al Mondiale di uno dei due: l’argentino ha compiuto 39 anni e, in caso, di sconfitta, lascerà per sempre la Coppa del Mondo, come già fatto nei scorsi giorni da Neymar e l’eterno rivale Cristiano Ronaldo. Salah di anni ne ha 34 e potrebbe anche puntare alla prossima edizione del 2030. In Egitto c’è fiducia.
Due simboli nazionali
In Argentina e in Egitto sono molto più che campioni. Sono simboli nazionali. Anzi, se possibile, Mohamed Salah lo è persino più di Lionel Messi. Se in Argentina il dibattito sul più grande di sempre resta aperto, sulle rive del Nilo non esistono discussioni: l’ormai ex stella del Liverpool è il miglior calciatore che l’Egitto abbia mai espresso. Al Mondiale, entrambi vengono protetti, coccolati, cercati e ammirati dai compagni. Tutti sanno che basta una loro giocata, rigorosamente di sinistro, per accendere la scintilla capace di cambiare il destino di una partita. D’altronde, lo dicono le statistiche. Messi e Salah sono i giocatori con più gol con l’Argentina e l’Egitto, rispettivamente 124 e 66, nonché quelli con più presenze, 203 contro 128. Se non segnano, ci pensano gli altri con la loro assistenza: 64 assist per Messi, 37 quelli di Salah. Numeri che entrambi sperano di aggiornare questa sera alle 18:00 italiane, le 12:00 ad Atlanta.










