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Milano, 7 lug. (Adnkronos) - Resta in carcere Lamin Saidilly, il 22enne che sabato mattina, fuori da un bar di via Capecelatro, in zona San Siro a Milano, ha colpito con una ventina di coltellate uno sconosciuto di 55 anni. Lo ha deciso il gip Luigi Iannelli, convalidando l'arresto per tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione. Aggravante, quest'ultima, non riconosciuta la gip, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per Saidilly per il rischio di fuga e di reiterazione del reato. Era stato lo stesso 22enne a dire ai poliziotti, mentre veniva bloccato sabato mattina: "Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio" . Una frase che ora dice di non ricordare, così come tutta la dinamica dell'aggressione. Ieri, infatti, nell'interrogatorio in carcere davanti al gip Saidilly si è avvalso della facoltà di non rispondere."Con estrema brutalità" ha aggredito alle spalle "un perfetto sconosciuto" e lo ha colpito con almeno quattordici coltellate, con "totale indifferenza" per le sorti della vittima. Un gesto fatto solo "per divertimento" - come lo stesso Lamin Saidilly ha ammesso agli agenti mentre veniva arrestato - che denota "una personalità altamente violenta e totalmente priva di freni inibitori", oltre a uno "sprezzo per la vita umana e un correlato rischio per l'incolumità pubblica", evidenzia il gip del Tribunale di Milano, nell'ordinanza con cui dispone nei confronti del 22enne la custodia cautelare in carcere.Una misura resa necessaria dal "concreto e attuale pericolo di fuga", se si considera che il giovane si era allontanato da Conegliano il 24 giugno portandosi dietro solo un vecchio telefono senza Sim, non aveva più dato notizie al padre e nei giorni prima dell'omicidio si era spostato "con facilità", tenendo in tasca un biglietto con indirizzi inglesi. L'esigenza cautelare è giustificata anche dal pericolo che, "se lasciato in libertà, Saidilly" - come lui stesso ha anticipato agli agenti mentre lo ammanettavano - possa farlo di nuovo.Quella di sabato non era neppure la prima volta: nel 2023 il giovane era stato arrestato a Leeds, in Inghilterra, per aver aggredito a scopo di rapina un 25enne fuori da un pub. Nei due anni in carcere in due occasioni avrebbe aggredito, anche con una lama, agenti della penitenziaria. Ci sono poi le "decine di pagine", scritte a mano in inglese su carta intestata del carcere brittanico, che gli agenti della Digos di Treviso hanno sequestrato all'interno di un trolley nella stanza che il 22enne condivideva a Conegliano con il padre.In parte si tratta di "considerazioni autobiografiche e di autodifesa rispetto ai rapporti disciplinari carcerari", senza "alcun cenno a intenti violenti". Ci sono invece riferimenti a "lame e coltelli" nella seconda parte degli scritti, "composizioni in inglese gergale, apparentemente prive di una logica compiuta", tutte in maiuscolo. Per il gip potrebbe trattarsi di testi di musica rap, in cui i cenni "episodici e decontestualizzati" a "lame e coltelli (ma anche ad armi da fuoco, denaro, marchi di lusso e sostanze stupefacenti)" non sarebbero "facilmente distinguibili da meri stilemi espressivi, tristemente invalsi in una certa subcultura giovanile". Testi non datati, che potrebbero anche essere trascizioni di brani rap di altri autori. Difficile quindi per il giudice trarne un "grave indizio di premeditazione".Vero che sabato mattina Saidilly girava armato di un coltello e con un passamontagna, "pronto per azioni aggressive". Questo però - secondo il gip, che non ha riconosciuto l'aggravante contestata dal pm Elio Ramondini - avrebbe a che fare più con la "preordinazione del delitto" che con la premeditazione. Al contrario è "ben riscontrata" l'aggravante dei futili motivi.Oltre ad applicare la custodia cautelare in carcere per il pericolo di fuga e di reiterazione del reato, il gip ha disposto che la direzione sanitaria del carcere di San Vittore, dove Saidilly è detenuto da sabato, "curi quanto prima una relazione dettagliata sull'attuale condizione psichiatrica" del 22enne.Per il gip, nonostante il tentato omicidio "a dir poco eccentrico e apparentemente insensato, non solo per le modalità, ma anche per la peculiare rivendicazione", impongano "inevitabilmente di approfondire anche lo stato di mente" di Saidilly, al momento non c'è "alcun preciso elemento documentale circa la presenza e l'intensità di un'eventuale patologia psichiatrica". Anche il padre del giovane - viene evidenziato nell'ordinanza - "ha negato che il figlio abbia mai avuto problemi in tal senso".Eppure in Inghilterra il giovane era assistito da uno studio legale specializzato anche in diritto della salute mentale. Nelle pagine da lui scritte su carta intestata del carcere brittanico e ritrovate dagli agenti della Digos in una valigia nella stanza condivisa con il padre a Conegliano, Saidilly faceva riferimento a una "salute mentale precaria" e a intenti suicidari. Al momento dell'arresto, poi, aveva addosso pagine di frasi manoscritte che sono state valutate dagli investigatori come "motivazionali" e che - evidenzia il giudice - "sembrano elementi di un lungo flusso di coscienza, per la verità coerente nella forma, ma senza dubbio sui generis".D'altra parte nel tentato omicidio avvenuto a Milano ci sono elementi che denotano "una certa apprezzabile lucidità cognitiva e determinativa, sia pure entro una cornice di marcatissima devianza comportamentale". Il primo è proprio la frase detta nel momento in cui gli venivano messe le manette, che per quanto "raccapricciante secondo il comune sentire", secondo il magistrato "implica quantomeno una certa consapevolezza della disfunzionalità sociale del proprio gesto", che il 22enne "ben sapeva gli sarebbe costato il carcere".Saidilly al momento dell'accoltellamento indossava un passamontagna nero per non farsi riconoscere. Un dettaglio - evidenzia il gip - che "tradisce una certa organizzazione del pensiero, quantomeno nella fase della preordinazione". C'è infine l'atteggiamento tenuto in occasione dell'udienza di convalida di ieri mattina, quando il 22enne si è avvalso della facoltà di non rispondere non solo alle domande riguardanti il tentato omicidio di sabato ("non mi ricordo e quel poco che so l'ho sentito dire", si legge nel verbale dell'udienza), ma anche sui suoi precedenti in Inghilterra: "Preferisco non rispondere se sono mai stato in carcere", dice il 22enne, che davanti al giudice nega di avere condanne definitive in Italia o all'estero e risponde "non ricordo" a una domanda su processi penali pendenti.Questo - sottolinea il gip nell'ordinanza - "denota senza dubbio una buona capacità di discernere, almeno secondo criteri di convenienza personale". In conclusione secondo il magistrato quello di Saidilly è un "profilo personologico allarmante e complesso, che certamente meriterà adeguati approfondimenti", ma "allo stato" non ci sono elementi che facciano ipotizzare un vizio totale di mente al momento dell'aggressione.