"Aprire gli aiuti di Stato alla produzione di tecnologie pulite per raggiungere i target di elettrificazione": questo il titolo della lettera aperta inviata a Bruxelles da una "coalizione" di Case (tra cui Mercedes-Benz, i gruppi Stellantis e Volkswagen), investitori, organizzazioni della società civile e associazioni green (come Transport & Environment).
Tutto parte dal fatto che, lo scorso marzo, la Commissione europea ha proposto l’Industrial Accelerator Act (IAA), introducendo requisiti “Made in EU” per il sostegno pubblico alle tecnologie verdi. Il 15 luglio verrà lanciato l’Electrification Action Plan, in risposta alla crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente e per ridurre l’esposizione del Continente a futuri shock energetici. È l’occasione giusta, dice la lettera, per modificare il Clean Industrial Deal State Aid Framework (Cisaf), in particolare l’articolo 6.2 sulla capacità di produzione di tecnologie pulite.
Case e associazioni chiedono a Bruxelles di consentire il sostegno basato sulla produzione. Permettere un premio in base al volume di kWh di cella di batteria, kg di idrogeno rinnovabile, Watt di modulo solare o inverter, km di cavo ad alta tensione. L’ideale, si legge, sarebbe applicare "chiari principi di proporzionalità". Rendere il sostegno temporaneo, con massimali per azienda. Introdurre un tetto basato su regole per gli Stati al fine di garantire prevedibilità ed equità, evitando vantaggi per coloro che dispongono di maggiori capacità fiscali. Riservando l’idoneità alle aziende "con un’impronta operativa basata nell’UE".










