Il presidente francese a Damasco mentre il Paese affronta tensioni e minacce interne

Una transizione fragile, dopo più di 13 anni di guerra civile. E' questa la Siria in cui è arrivato in visita il presidente francese Emmanuel Macron, primo leader occidentale a recarsi nel Paese arabo dalla fine dell'era Assad, nel dicembre di due anni fa. In pochi giorni, Hayat Tahrir al-Sham (Hts, che 'deriva' da al-Qaeda, ma che aveva rinnegato l'organizzazione) e fazioni armate alleate diventavano protagoniste di una rapida avanzata, che alla fine di novembre era partita dal nord della Siria.

L'ascesa di al‑Sharaa e la nuova leadership sirianaProtagonista assoluto è tuttora Ahmed al-Sharaa, un tempo Abu Mohammed al-Jawlani, ovvero, il numero uno di Hts, ex jihadista nato in Arabia Saudita che afferma di aver rotto con l'estremismo. Una volta diventato il leader siriano, con un 'restyling' di cui molto si è parlato, aveva scelto proprio Parigi come prima tappa europea. Oggi ha accolto Macron a Damasco, mentre continua a cercare di consolidare il controllo sul territorio siriano, ripristinare la sicurezza in un Paese in cui servirebbero fiumi di dollari per la ricostruzione e rafforzare le relazioni internazionali.