Per i sindacati di polizia, e la difesa del poliziotto, è una vittoria a metà. Perché accanto al rigetto della richiesta della procura di applicare nei confronti dell’agente del V reparto mobile del capoluogo piemontese la misura della custodia cautelare domiciliare per i fatti accaduti il 24 maggio scorso prima del derby della Mole, il gip del tribunale di Torino ha disposto la sospensione dal servizio per dodici mesi. Che significa, per un operatore delle Forze dell’ordine poco più che trentenne, percepire per i prossimi mesi solo il 50% dello stipendio. Lo scorso 4 luglio il capo della procura, Giovanni Bombardieri, aveva diffuso una nota stampa per ufficializzare la richiesta della detenzione domiciliare a seguito del «quadro indiziario grave» nei confronti del poliziotto. Accusato di aver provocato il ferimento del tifoso juventino Marco Basoccu lanciando «in maniera non conforme alla modalità previste» un lacrimogeno. Il poliziotto, indagato per lesioni aggravate, avrebbe maneggiato il dispositivo «incurante delle possibili gravissime conseguenze». Da qui la richiesta degli arresti domiciliari, contestata dai sindacati di categoria come misura «abnorme» vista l’assenza, per i rappresentanti degli uomini in divisa, dei presupposti (inquinamento delle prove, pericolo di fuga e reiterazione del reato).Torino-Juve, l'accusa-choc del padre del ferito: "Chi gli ha spaccato la testa"Si trova in terapia intensiva alle Molinette il tifoso juventino rimasto ferito fuori dallo stadio Olimpico ieri pomerig...LA TESI DEI PM