Oggi il podcast è il media più in forma di tutti, su questo non c’è dubbio. Basta tornare al 2020 e osservare la sua parabola evolutiva: da semplice traccia audio a ecosistema composito, triplicatore di storie e di voci. Un linguaggio che per primo ha saputo intercettare i bisogni e le nuove abitudini dell’ascolto cambiando forma ogni volta, fino allo stadio più attuale, quello di “liquid content”, così lo definisce il professor Steven Goldstein, docente alla New York University. Tra monetizzazione, community e AI, il mercato del podcasting viaggia veloce e getta le basi per quello che sarà lo storytelling del futuro.

I numeri. Fuori o dentro casa, mettere le cuffie e avviare un podcast è un’abitudine che riguarda 600 milioni di persone nel mondo. Il report di Grand View Research, società di ricerche di mercato e consulenza, fotografa quelle che sono cifre da record per un comparto che cresce del 28% ogni anno. Un giro d’affari globale che ha toccato i 33 miliardi nel 2025 e che si prevede possa superare i 40 miliardi nel 2026. Punta di diamante del settore gli Stati Uniti che rappresentano la piazza più interessante e avanzata anticipando trend e trasformazioni, seguiti subito dopo da Brasile, Regno Unito e Germania. In decima posizione c’è l’Italia, con un indice meno sviluppato rispetto ai grandi d’Europa ma con comportamenti e tassi di crescita similari. Secondo i dati NielsenIQ per Audible, nel nostro Paese sono 18 milioni i fruitori, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente e una crescita del 75% rispetto al 2018. L’identikit dell’ascoltatore medio ci parla per lo più di uomini tra i 25 e i 34 anni con una distribuzione piuttosto omogenea su tutta la penisola.