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Enrico Zoia

Perché non utilizzare i sensori di movimento dell'audio spaziale per avere un'esperienza di gioco più immersiva? È la domanda che si è fatto uno sviluppatore, che ha realizzato un software per questo scopo

Negli ultimi anni le cuffie Bluetooth si sono evolute sempre di più ospitando hardware che va ben oltre la mera riproduzione musicale. Per esempio, contengono sensori di movimenti per tracciare i movimenti della testa e regolare di conseguenza la riproduzione del suono, offrendo l’esperienza immersiva dell’audio spaziale.

Dal 2020 Sony ha introdotto questa funzionalità nelle sue cuffie, integrando quindi una molteplicità di sensori insieme al protocollo Android Head Tracker. Come suggerisce il nome, possono essere sfruttati esclusivamente da smartphone Android, e vengono ignorati da tutti gli altri dispositivi.