Grazie all’integrazione di Eurotax in Tcar
Roma, 7 lug. – Il mercato dell’usato vale oggi circa 24,4 miliardi di euro, quasi 8 miliardi in più rispetto a quello del nuovo (16,5 miliardi) , confermandosi uno dei pilastri della distribuzione automotive italiana. Il comparto continua a mostrare segnali di solidità anche nel 2026: a maggio i trasferimenti di proprietà sono cresciuti del 2,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e, nei primi cinque mesi dell’anno, hanno registrato un incremento complessivo del 2,3% . In un Paese con oltre 41 milioni di veicoli in circolazione e in un settore in cui la redditività media delle concessionarie si colloca spesso al di sotto dell’1% del fatturato, il veicolo usato resta una leva strategica per la generazione di margini. Per questo motivo, la capacità di determinarne correttamente il valore assume un ruolo sempre più centrale nelle attività di concessionari e gruppi di distribuzione.
Tuttavia, oggi valutare un’auto significa considerare un insieme di variabili sempre più ampio. Non basta più identificare marca, modello e anno di immatricolazione: per arrivare a una valutazione accurata e oggettiva servono informazioni puntuali sulla configurazione effettiva del veicolo, sugli equipaggiamenti presenti, sulla sua storia amministrativa e sull’andamento reale del mercato. Anche perché una valutazione imprecisa può rallentare la rotazione dello stock e incidere su permuta, rivendita e conseguenzialmente sulla marginalità.






