Generazione Z e informazione: i giovani leggono le notizie dove la TV arriva tardi
Indice
Il telegiornale fuori orarioStreaming, siti e notizie a pezziLa notizia dentro il feed
Per capire dove passa oggi l’informazione dei giovani, basta guardare una scena qualunque, di quelle che nemmeno chiedono attenzione. Un ragazzo aspetta la metro, apre il telefono, scorre un video, salva un post, entra in un link, ascolta mezzo podcast, riceve una notifica da un sito di news e intanto la televisione resta a casa, accesa magari per qualcun altro. La notizia arriva uguale. Solo che arriva scomposta, mobile, infilata tra una chat, una clip e una puntata lasciata a metà su una piattaforma streaming.
Il vecchio salotto televisivo, quello del telegiornale come appuntamento quasi domestico, ha perso parecchio terreno. Nei primi anni Novanta la TV era praticamente ovunque: nel 1993 la guardava il 96% della popolazione dai tre anni in su e l’88,9% la seguiva ogni giorno. Nel trentennio successivo il quadro si è sfilacciato: gli spettatori regolari della TV sono scesi sotto il 70%, quelli della radio sotto il 30%, mentre i lettori di quotidiani, dopo il picco del 64,6% raggiunto nel 1994, sono arrivati al 26% nel 2025. Nello stesso periodo Internet ha seguito la traiettoria opposta: tra il 2001 e il 2025 gli utenti regolari sono passati dal 20% a circa l’80% della popolazione dai 6 anni in su, come mostra il rapporto Tra cultura e svago: un viaggio lungo un secolo.







