La Corte d’appello di Messina, nel processo alla compagnia di navigazione Caronte&Tourist Isole Minori per irregolarità delle navi per le persone con mobilità ridotta, ha annullato la sentenza di primo grado perché non c'era una corrispondenza tra il capo d’imputazione, per come è stato formulato dall’accusa, e i fatti concreti e quindi non era rispettato il cosiddetto principio della correlazione. La procura generale, scrive la Gazzetta del Sud che riporta la notizia, aveva chiesto la conferma della sentenza del Tribunale aveva condannato, per un presunto caso di truffa, l’imprenditore marittimo Sergio La Cava a due anni di reclusione e multato con 70mila euro la società di navigazione, oltre alla confisca di beni per tre milioni e mezzo di euro a loro carico. Adesso l'inchiesta torna in procura che dovrà valutare le iniziative da adottare. Il processo Alto mare è nato dall’inchiesta che nel 2020 portò al sequestro di tre traghetti - Pace, Caronte e Ulisse -, della Caronte&Tourist Isole Minori spa, impiegati nei collegamenti La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica. Secondo l’accusa la compagnia di navigazione si sarebbe aggiudicata la gara, ma non poteva concorrere perché era carente di uno dei requisiti: le navi sarebbero state prive delle necessarie strutture adatte per le «Persone a mobilità ridotta», le Pmr, come i disabili, gli anziani, le gestanti.