Un cilindretto di carta contrassegnato da una croce è stato recapitato nella buca delle lettere dell'abitazione di Maria Grazia Santapaola, madre di Aldo Ercolano. Chi ha lasciato il messaggio sembra essere andato a colpo sicuro, conoscendo con precisione l'indirizzo dell'abitazione. Sul caso indaga la Squadra mobile, che non esclude si tratti di un avvertimento.

Maria Grazia Santapaola è sorella del boss storico Benedetto Santapaola, detto "Nitto", per decenni al vertice della famiglia mafiosa catanese. Suo figlio Aldo Ercolano, 65 anni, è considerato nipote e braccio destro dello zio, al punto che il clan porta il nome Santapaola-Ercolano.

Ercolano fu tra gli esecutori dell'omicidio del giornalista Pippo Fava e di decine di altri delitti, e nel 1994 venne arrestato dopo due anni di latitanza durante i quali aveva assunto la reggenza della famiglia mafiosa catanese in seguito all'arresto dello zio Nitto. È attualmente ergastolano.

Il nome di Ercolano è tornato alla cronaca giudiziaria nelle ultime settimane: la Corte d'assise di Catania lo ha rinviato a giudizio, insieme ad altri quattro imputati, per il duplice omicidio degli imprenditori Alessandro Rovetta e Francesco Vecchio, uccisi il 31 ottobre 1990 nel sito delle Acciaierie Megara per essersi rifiutati di cedere alle richieste di pizzo. Si tratta di un cold case risalente a 36 anni fa, per il quale la Procura generale lo ritiene ideatore e organizzatore dell'agguato. La prima udienza del processo è fissata per oggi, 7 luglio, davanti alla quarta sezione penale della Corte d'assise.