«Tutto quello che tocca si rovina». Il soggetto della frase pronunciata da Bassel, 36 anni, egiziano, non ha bisogno di essere espresso. Per i ragazzi egiziani ed egiziano-americani che frequentano il ristorante di Karim, 23enne che vive e lavora nel Village, a far perdere la squadra statunitense è stato Donald Trump. «Nessuno vuole fare la parte del raccomandato della maestra. Non credo di aver mai visto un errore così clamoroso da parte di un portiere in un importante torneo internazionale, ma non era solo lui a essere fuori fase. Tutti i giocatori sembravano fuori fase».
L’intervento di Trump, che ha fatto pressioni sulla Fifa affinché autorizzasse il bomber statunitense Folarin Balogun a giocare contro il Belgio nonostante la squalifica per il cartellino rosso, non è piaciuto ai tifosi statunitensi. Anche solo per una questione di strategia.
«Il risultato di questo intervento – spiega Fatima, 26 anni – è stato che i nostri giocatori si sono sentiti umiliati e il Belgio si è infuriato, così ha giocato con rabbia contro una squadra umiliata già in partenza. 4 a 1 è un risultato umiliante. I giocatori del Belgio volevano stravincere e hanno stravinto».
Molti paragonano l’intervento di Trump in questa partita alla sua presenza all’unica partita dei Knicks che la squadra di New York ha perso nel torneo della Nba.













