Pavia. Trecentomila persone attese e biglietti già esauriti. Il Gran Premio d’Italia, che si disputa il 6 settembre all’autodromo di Monza, è forse la manifestazione sportiva nazionale più attesa. A firmarne l’immagine è l’artista pavese Marco Lodola. Suo il poster ufficiale presentato ieri mattina nel Ridotto del teatro alla Scala, alla presenza dell’artista, del sindaco di Milano Beppe Sala, del sovrintendente alla Scala Fortunato Ortombina, al presidente Aci Geronimo La Russa e al tenore Francesco Meli che interpreterà l’Inno di Mameli prima della partenza della gara. Il lavoro di Lodola è un fermo immagine sulla pista, la bandiera a scacchi attende il vincitore e le scie colorate evocano quelle lasciate dai bolidi sull’asfalto. «Ho studiato il circuito – racconta Lodola a margine della cerimonia di presentazione – Le sue curve iconiche, il rettilineo e mi sono ispirato al lavoro dei Futuristi storici». Il mito della velocità l’ebbrezza della sfida. «Il primo che ha disegnato un’auto è stato Henri de Toulouse-Lautrec, in una litografia in bianco e nero “L'Automobiliste “ del 1898 . Poi sono arrivati Boccioni, Marinetti, che nella velocità individuarono uno dei temi centrali della propria ricerca artistica;». Un’ispirazione al futurismo storico dei suoi predecessori. Marco Lodola è infatti tra i fondatori del movimento del Nuovo Futurismo, noto per le sue sculture luminose in plexiglass e neon. «Ho immaginato di vedere la gara dal divano di casa, come molti tifosi che non hanno il bigliett. Anche la scelta cromatica dell’opera è stata studiata per restituire la sensazione dinamica della velocità». Non poteva mancare una rossa in primo piano, alludendo forse all’auspicio che a vincere il Gp d’Italia sia una scuderia italiana.