Dal ritorno con “Epopea” alla critica verso l’AI, Dolcenera riflette sui 3 anni di pausa, l’omologazione e la sua visione del futuro. Qui l’intervista.
Dolcenera, 2026
È una "rinascita pubblica" quella di Dolcenera, che definisce così il suo ritorno sulle scene in occasione dell'uscita del nuovo singolo "Epopea". Dopo una lunga assenza, la cantautrice confessa: "Mi sono fermata tre anni e mezzo, quasi quattro. Volevo capire che valore dovesse avere ancora la musica". Una pausa necessaria per metabolizzare un'industria musicale sempre più frenetica e schiava dei numeri: "Ti costringono ad avere dieci autori che scrivono per te, perché il ritmo della richiesta commerciale si è centuplicato e devi sfornare roba in continuazione per starci dietro". Qui l'intervista a Dolcenera.
Come stai vivendo questo periodo della tua vita e come si inserisce "Epopea" in questo momento? Sto vivendo una sorta di rinascita "pubblica". È un brano che è sempre attaccatissimo alla mia vita e al mio sentire personale: le mie canzoni manifestano sempre quello che provo in quel preciso momento. Se uno fa attenzione alla scrittura, cioè a ciò che dicono i testi, quelli sono esattamente i miei pensieri attuali. Raccontano anche il fatto che, precedentemente a queste nuove uscite (come "Epopea" e "My Love"), io mi sia fermata per un attimo, vale a dire tre anni e mezzo, quasi quattro (ride, ndr).






