Dopo la sconfitta degli Stati Uniti contro il Belgio, Balogun è andato a parlare con Rudi Garcia. Il ct belga ha raccontato il dialogo dopo il caso della squalifica sospesa dalla FIFA.

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La partita più avvelenata degli ottavi dei Mondiali 2026 è finita con un'immagine molto diversa da quella che ci si poteva aspettare. Dopo Stati Uniti-Belgio, vinta 4-1 dalla nazionale di Rudi Garcia, Folarin Balogun è andato proprio dal commissario tecnico della selezione belga che alla vigilia aveva pubblicamente contestato duramente la sua presenza in campo. Non per alimentare la polemica, ma per parlargli faccia a faccia.

A raccontarlo è stato lo stesso Rudi Garcia in conferenza stampa dopo la qualificazione del Belgio ai quarti: "È venuto a parlarmi. Mi è piaciuto molto. Non è colpa sua, non è lui quello da biasimare. È quello che gli ho detto". L'allenatore ci ha tenuto a chiarire dunque che il problema non era Balogun, ma la gestione del caso da parte della FIFA e le ingerenze del presidente americano Donald Trump. L'attaccante degli Stati Uniti difatti era stato espulso nel turno precedente contro la Bosnia-Erzegovina e avrebbe dovuto saltare automaticamente l'ottavo contro il Belgio. La FIFA però ha sospeso l'esecuzione della squalifica richiamando l'articolo 27 del Codice disciplinare: il rosso è rimasto, ma la giornata di stop è stata congelata per un periodo di prova di un anno. Così Balogun è stato dichiarato disponibile e Pochettino lo ha schierato titolare.