L’entrata in funzione del polo Amazon all’Interporto di Jesi ridefinisce i flussi sulla Ss 76 e non solo. A regime, la movimentazione merci genererà 440 mezzi pesanti giornalieri complessivi, equamente divisi tra 220 in entrata e 220 in uscita, a cui si sommano 48 veicoli commerciali medi. I mezzi pesanti in uscita secondo gli studi effettuati, si ridistribuiranno su tre direttrici chiave: il 50% proseguirà sulla Ss76 verso est (Roma/Perugia), il 40% punterà a nord verso la A14 (Emilia-Romagna/Lombardia) impegnando lo svincolo d’interconnessione e il 10% andrà a sud sempre tramite la A14.
Al momento, la forza lavoro attiva si attesta su ‘soli’ 350 addetti a turno per due turni. Poiché l’85% dei dipendenti utilizza l’auto privata per gli spostamenti, i cambi turno concentrano in pochi minuti l’afflusso e il deflusso di 300 vetture, impattando su via Coppetella e sugli svincoli. I dati inoltre mostrano che il casello di Ancona Nord, in ora di punta, è già al limite della capacità. Per evitare congestioni, risulteranno cruciali le infrastrutture future, come la bretella Anas Porto-S.S.16 e l’ipotizzato nuovo casello di Ancona Centro, potrebbero drenare e ridistribuire migliaia di mezzi.









