È stata danneggiata una delle Maestà che scandiscono la Via Crucis nei pressi del Santuario della Madonna del Bagno. Un atto vandalico che ha suscitato la ferma condanna del sindaco Mario Agnelli e l’amarezza della comunità castiglionese, da sempre legata a quel luogo di fede immerso nella Val di Chio. Il primo cittadino ha affidato ai social il proprio sdegno: "Nel repertorio dei vandali del terzo millennio mi mancava il danneggiamento ad una Maestà delle stazioni della Via Crucis nei pressi del Santuario del Bagno. Da Premio Nobel per la stupidità umana". Non sarebbe il primo episodio: già in passato si erano registrati danni, anche di lieve entità. "È il momento di dire basta a questa inciviltà", ha aggiunto. Colpire una Maestà significa ferire non solo un manufatto, ma un simbolo caro alla devozione popolare. Il termine, di derivazione colta, richiama l’immagine della Vergine in trono con il Bambino, sul modello medievale della Maiestas Domini. Poste agli incroci, lungo i valichi e i sentieri, queste edicole votive erano un tempo riferimento per viandanti e pellegrini: segnavano il cammino, invitavano alla sosta e alla preghiera, custodivano la richiesta di protezione per i campi e per chi passava. Testimonianze silenziose di arte e di fede contadina, molte nascono come ex voto o per grazia ricevuta. Nell’estate dello scorso anno all’incrocio per Gaggioleto, una storica Maestà era stata riportata all’antico splendore grazie a un restauro finanziato da un privato: un gesto opposto a quello di questi giorni. Lungo i sentieri che salgono al Santuario si contano ventinove edicole in ceramica invetriata realizzate dal pittore e scultore Tommaso Musarra: quindici raffigurano i misteri del Rosario, quattordici le stazioni della Via Crucis. Il complesso è raggiungibile con un percorso ad anello che parte dal centro storico e attraversa gli uliveti terrazzati e i vigneti della valle, meta amata da chi pratica trekking e passeggiate. Le origini del Santuario si fanno risalire al Duecento, legate alla leggenda dell’apparizione della Madonna a due pastorelle e alla sorgente ritenuta miracolosa; la prima notizia certa è del 1527. All’interno si venera l’immagine della Madonna con Bambino, sotto il titolo di Maria Ausiliatrice. I castiglionesi le rendono omaggio da secoli e le dedicano una festa molto sentita l’ultima domenica e lunedì di agosto. Nel 2024 lo spazio esterno era stato rinnovato con una nuova fontana, alta circa un metro e mezzo, ben visibile ai pellegrini.