HomeLa SpeziaCronacaUn dolore senza fine: "Non riusciamo a credere che sia potuto accadere"I famigliari del ragazzo ucciso sono stretti nell’abbraccio e non si danno pace. Atif riceve in carcere la visita della mamma mentre il padre non riesce a vederlo.Una delle manifestazioni organizzate dai famigliari e amici di Abanoub Youssef per chiedere giustiziaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Con l’avvicinarsi del processo, il nostro pensiero è rivolto alla ricerca della verità e della giustizia. Affronteremo questo percorso con grande dolore, ma anche con la speranza che ogni aspetto della vicenda venga chiarito e che siano accertate tutte le responsabilità. Ci aspettiamo un processo serio, trasparente e rispettoso della memoria di Aba, affinché emerga tutta la verità sui fatti". Ogni parola è un macigno, un imperativo, un monito per la famiglia di Abanoub Youssef, il diciottenne ucciso dal compagno Zouhair Atif all’istituto Einaudi Chiodo lo scorso 16 gennaio.

"Come famiglia – racconta il cugino della vittima, Kiro Attia – facciamo ancora fatica a credere a quanto è accaduto. Il dolore che stiamo vivendo è immenso e la perdita di Aba ha lasciato un vuoto che nessuna parola potrà mai colmare. È difficile accettare che un ragazzo sia uscito di casa per andare a scuola e non abbia più fatto ritorno, perché è stato accoltellato in un luogo che dovrebbe rappresentare sicurezza, istruzione e futuro. La sua vita – aggiunge – è stata spezzata troppo presto e nessuna famiglia dovrebbe vivere una tragedia simile. Ci auguriamo che questa vicenda rappresenti anche un momento di riflessione per l’intero Paese, perché episodi così drammatici non abbiano mai più a ripetersi".