HomeBolognaCronacaUn viaggio nel Centro Italia attraverso i luoghi colpiti dal sismaL’iniziativa dell’Unione Savena-Idice per cinque giovani residenti di Pianoro, Ozzano, Loiano, Monterenzio e MonghidoroLa presidente dell’Unione Savena-Idice, Barbara PanzacchiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL’Appennino cambia. Lo sa chi ci vive: alluvioni, frane, eventi che trasformano il paesaggio e mettono alla prova le comunità. Lo sanno anche i territori colpiti dal terremoto del 2016, dove interi paesi hanno dovuto reinventare il modo di stare insieme, di abitare, di costruire. L’Unione Savena-Idice, nell’ambito del progetto ’Prezzemolo’ finanziato dalla Regione attraverso i Fondi Geco 14, propone ai giovani del territorio di percorrere insieme una parte del Cammino nelle Terre Mutate: sei giorni di cammino tra i luoghi colpiti dal sisma del 2016, da Camerino ad Amatrice, attraverso i borghi e le mulattiere dei Monti Sibillini.
L’iniziativa si svolgerà dall’1 al 6 settembre e si rivolge a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 25 anni residenti a Pianoro, Ozzano, Loiano, Monterenzio o Monghidoro. Non è un viaggio turistico, ma un cammino tra comunità di montagna che condividono fragilità, resistenza e cura del territorio: persone che conoscono la stessa terra instabile e lo stesso legame complesso con i propri luoghi. Si attraverseranno borghi abbandonati e paesi ancora vivi nonostante tutto, incontrando associazioni e realtà locali che racconteranno la vita nelle terre mutate, il significato del restare, del tornare e del ricostruire legami dopo che tutto è cambiato. L’esperienza vuole essere anche un’occasione concreta di cittadinanza attiva: un percorso di incontro, ascolto e partecipazione capace di creare connessioni tra territori diversi ma accomunati da sfide simili, rafforzando una rete di relazioni, scambi e collaborazione tra comunità montane. Il cammino non si concluderà con il rientro. I partecipanti saranno infatti protagonisti di un momento pubblico di restituzione sul territorio, pensato per condividere con la comunità locale riflessioni, immagini, testimonianze e racconti raccolti durante l’esperienza. La restituzione sarà parte integrante del progetto: un’occasione per riportare quanto vissuto alla comunità di partenza, alimentare consapevolezza e favorire nuove connessioni tra territori e persone.






