Nel cuore dell'Appennino centrale, là dove i terremoti del 2016 hanno lasciato ferite ancora visibili ma non definitive, sta nascendo un movimento che trasforma la fragilità in forza. "Restare, partire, tornare - Il roadshow" non è un convegno o un semplice evento istituzionale: è un momento collettivo di energia pura, un laboratorio di futuro che per tre ore trasforma giovani imprenditrici e imprenditori, content creator e abitanti dei territori del cratere in protagonisti di un nuovo racconto. Sul palco del teatro Lauro Rossi di Macerata oggi pomeriggio si sono alternate voci che hanno scelto di restare o di tornare, persone che hanno trasformato borghi apparentemente dimenticati in spazi di innovazione. Ci sono le storie di chi ha aperto startup nelle piazze ristrutturate di Camerino e Norcia, di chi produce contenuti digitali raccontando la biodiversità unica di questi luoghi, di chi ha fatto dell'artigianato tradizionale un brand internazionale. Ogni talk è una testimonianza concreta che l'Appennino non è margine, ma centro pulsante di creatività. L'iniziativa nasce in continuità con il Festival della Restanza e della Tornanza dello scorso giugno, che ha riunito oltre 2500 persone a Colli del Tronto, dimostrando che esiste una generazione pronta a investire sui territori interni. Quella prima esperienza ha posto le fondamenta, ha fatto emergere domande e visioni. Ora "Restare, partire, tornare - Il roadshow" raccoglie quell'eredità e la porta in movimento, attraversando i 138 comuni e toccando 7 tappe del cratere distribuite tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Le platee si riempiono di ragazze e ragazzi provenienti dagli istituti scolastici del territorio: studenti che portano energie fresche e la curiosità di chi si sta interrogando sul proprio futuro. Non sono spettatori passivi, ma interlocutori attivi di un dialogo generazionale. Dopo i talk, il ritmo cambia: partono le attività collettive, gli spazi di co-progettazione dove le loro idee vengono raccolte attraverso strumenti digitali interattivi. È una Swot analysis condivisa del territorio, dove si mappano insieme punti di forza e criticità, opportunità e minacce. Si discute di connettività digitale, di agricoltura 4.0, di turismo esperienziale, di come le competenze acquisite nelle università possano diventare imprese radicate nei borghi. La creatività si intreccia con la partecipazione. La musica diventa linguaggio comune: le sonorità indie-rock del cantautorato marchigiano accompagnano la giornata. L'evento racconta che in questi territori, dove il 70% della superficie è ricoperta da boschi, il 25% è dedicato alle attività economiche e solo il 5% è urbanizzato, e dove lo spopolamento sembrava inevitabile, oggi nascono progetti che guardano al futuro senza dimenticare le radici. I dati lo confermano: tra il 2022 e il 2024 i nuovi posti di lavoro nell'area del cratere sono aumentati del 12,4%. È un'iniziativa che fa parte del progetto "Ripartiamo insieme - area del cratere 2016", promosso dal commissario di governo per la ricostruzione Guido Castelli insieme al ministro per lo sport e i giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, che hanno fatto della ricostruzione sociale ed economica la propria missione. Quando le luci si spengono e la musica sfuma, ciò che resta è la consapevolezza condivisa che l'Appennino centrale può essere laboratorio nazionale di innovazione sociale, modello di sviluppo sostenibile per tutte le aree interne italiane. E che i giovani non sono il futuro: sono il presente che sta già accadendo.