"Giani lo vedrei bene a fare il sindaco di Pietrasanta perché è preparatissimo e ama la nostra città: anzi, lo appoggerei". Sono le 19,30 di domenica quando dal palco del "Caffè" della Versiliana il sindaco Alberto Giovannetti lascia di stucco le centinaia di persone accorse per il debutto della stagione 2026. Accanto a lui c’è proprio il presidente della Regione, con il quale nei mesi scorsi il primo cittadino ha battibeccato a distanza soprattutto in merito al Museo Mitoraj. "La Regione dovrebbe uscire dalla Fondazione", disse Giovannetti accusando Giani di scarso interesse per la città. Cos’è successo, allora, domenica? "È stata una battuta per riavvicinarci – spiega Giovannetti – e anche se avevamo già superato una situazione un po’ conflittuale, ritengo che che sia sempre meglio lavorare quando i rapporti sono buoni. Insomma, l’ho detto per sdrammatizzare e riportare tutto in un ambito più amichevole. Del resto ha recepito i tanti progetti culturali che abbiamo messo in campo e vuole darci una mano. Ha parlato sempre bene di Pietrasanta, anche quando intervenne all’inaugurazione del Museo Mitoraj".
Con un retrogusto politico, in realtà. Sul palco Giovannetti ha definito Giani "una persona eccezionale e un po’ anomala per il centrosinistra". "È uno storico a cui piace la cultura – aggiunge – dai racconti sui Medici fino a papa Leone X e l’arte contemporanea. Come sindaco sicuramente farebbe meglio rispetto a chi c’è ora nel centrosinistra. Non c’è paragone tra lui e quelli del Pd di Pietrasanta. Nel centrodestra abbiamo valide figure che possono subentrare al sottoscritto, mentre mancano a sinistra. A Viareggio hanno conquistato la città con una lista trasversale: ora pensiamo alle politiche 2027, poi valuteremo".








