Alla prossima Mostra del cinema di Venezia, lo vedremo scendere dal motoscafo. Sorridere ai fotografi. Fare il red carpet. E ricevere il Leone d’oro alla carriera. Lui è George Clooney. Attore, regista, produttore. Uno degli ultimi volti “classici“ hollywoodiani. Di quelli che appena entrano, illuminano una stanza. Eleganti, solidi, seduttivi ma con garbo: senza voler incomodare le leggende, ma qualcosa di Cary Grant ce l’ha.

Lui preferisce l’ironia. E ha commentato così: "La Mostra è il mio festival preferito, il Leone d’oro alla carriera è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così". Sta invecchiando, forse. Ma lo sta facendo con grande charme, e lo sta facendo insieme a noi da più di trent’anni. Da quando apparve, fra i protagonisti di E.R.–Medici in prima linea. Era il primo capitolo di una carriera lunghissima, nel corso della quale Clooney è diventato un punto di riferimento. Quasi un modello comportamentale.

George Clooney, 65 anni. L’attore, nato negli. Stati Uniti, da dicembre 2025 ha anche la cittadinanza francese

Seduttivo, senza mai strafare: capace di portare il suo fascino come si indossa una buona giacca, ma sobriamente. Sì, magari a volte ha gigioneggiato un po’, con il suo amico Brad Pitt, come in Ocean’s Eleven. Ma più spesso ha cercato personaggi solidi, profondi, sfaccettati nei quali immergersi, con naturalezza, con umanità. Il suo lungo primo piano, alla fine del film Michael Clayton, è una delle inquadrature più eloquenti ed emozionanti di sempre. Eppure non c’è una sola parola. C’è solo il suo volto, a sostenere il peso del nostro sguardo per tre lunghissimi minuti, finché non scorrono i titoli di coda.