È stato attribuito a George Clooney, attore, regista e produttore statunitense, il Leone d’Oro alla carriera dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha accolto la proposta del direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera.

La reazione di Clooney «Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d'Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così», dichiara Clooney accettando il riconoscimento.Il ritratto del direttore Alberto Barbera «Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo», afferma il direttore Alberto Barbera.«Un avvio di carriera vissuto senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie fino al grande successo ottenuto come protagonista della serie ER, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche a un fascino innegabile».Ma, prosegue Barbera, «quello di Clooney è un carisma costruito sulla credibilità, non sull'immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico».Versatilità tra i generi e impegno sociale Per Barbera, l’attore incarna la «perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna». Clooney ha attraversato i generi con versatilità: i film di guerra come 'Three Kings' e 'Syriana', il thriller con 'Michael Clayton', la commedia sofisticata con 'Ocean's Eleven' e 'Fratello dove sei?', la fantascienza con 'Gravity' e 'Solaris', la commedia agrodolce con 'Paradiso amaro', 'Tra le nuvole' e 'Jay Kelly'.In ognuno di questi film «ha modulato il suo registro senza mai tradire se stesso: ironico e malinconico, affascinante e riflessivo, brillante e capace di profondità inaspettate».Così anche nei nove film che ha diretto, che, secondo Barbera, rivelano «un’idea esigente e generosa di cinema»: 'Confessioni di una mente pericolosa', 'Good Night and Good Luck', 'Le idi di marzo', 'Suburbicon' sono esempi di cinema ricercato, ambizioso, fuori dalle regole hollywoodiane. In questi lavori si riflette la vocazione di Clooney per l’impegno sociale e umanitario, che lo rende una delle figure più autorevoli dello spettacolo contemporaneo.