Rischia di essere un bluff la disponibilità del ministro Roberto Calderoli a rivedere i parametri della legge in base ai quali 600 comuni italiani – 29 nelle Marche – non sono più montani. E’ quanto temono il capogruppo regionale Marta Ruggeri (foto) e il parlamentare Roberto Cataldi di M5S, che hanno presentato due interrogazioni, in Regione e al Senato.

"Calderoli ha aperto alla revisione alla condizione quasi impossibile dell’unanimità delle Regioni nella Conferenza unificata. Il rischio che sia un bluff per scaricare le colpe è altissimo. Le posizioni tra le Regioni sono polarizzate e lo stallo rischia di blindare criteri che favoriscono il nord. La nostra giunta regionale è stata complice nell’approvare quei criteri, ignorando i nostri allarmi, fin dal novembre dello scorso anno".

Il Movimento 5 Stelle "esige da parte della giunta marchigiana azioni diplomatiche concrete per superare lo stallo a Roma e un piano B se le trattative dovessero fallire ovvero un fondo di ristoro regionale che tuteli i 29 Comuni marchigiani".

"Sindaci e residenti – concludono concludono Ruggeri e Cataldi – non si nutrono di propaganda. La giunta dimostri se ha il peso politico per difendere le Marche o se intende subire i diktat sulla pelle dei nostri territori".