Come si impedisce che la memoria di un artista o il tesoro di una collezione privata restino chiusi in una dimensione puramente familiare? La risposta è complessa. Richiede competenze che spaziano dal diritto d'autore alla scienza delle finanze, fino al management culturale. Proprio attorno a questo nodo strategico si è sviluppato a Palazzo Blu il convegno “Valorizzazione delle Collezioni d’Arte e dei Lasciti d’Artista”, un appuntamento tenutosi nel 2024 a Palazzo Blu di Pisa, nato dall'esperienza sul campo dell’Archivio Dolfo — l’ente che tutela l'eredità dello scultore pisano Adolfo Scarselli — e dalla sinergia con MTA Studio. Dall'unione di queste due anime è nato MTARC, un progetto che trasforma la gestione dell’arte in un laboratorio multidisciplinare aperto. Gli atti di quella giornata di studio sono ora sono consultabili online. Abbiamo intervistato i due promotori dell'iniziativa, Annamaria Pisano e Paolo Torracca, per capire come sia possibile far dialogare il rigore della tutela con le leggi del mercato e del fisco.

Quando, come e perché è nata l’esigenza di organizzare il convegno “Valorizzazione delle Collezioni d’Arte e dei Lasciti d’Artista”?

“Tutto nasce da un'esigenza pratica, legata al percorso stesso dell'Archivio Dolfo, dalla sua nascita nel 2022 alla sua trasformazione in Ente del Terzo Settore. Il lavoro continuo sul catalogo ragionato e la mostra tenutasi a Palazzo Blu ci hanno posto davanti a domande enormi, che vanno ben oltre il singolo caso di Dolfo - esordisce Annamaria Pisano. Ci siamo chiesti come tutelare e trasmettere un patrimonio artistico privato evitando che resti chiuso in un cassetto, per trasformarlo invece in una risorsa viva per la comunità”.