Maddalusa senz’acqua da quasi 60 giorni, domani pomeriggio vertice in Prefettura ad Agrigento per affrontare quella che con il tempo assume sempre di più l’aspetto di una emergenza che nessuno sa (può) risolvere. I fatti sono noti: dalla modifica del regolamento d’utenza da parte di Aica e Ati proprio rispetto all’approvvigionamento con autobotte stipulato a fine maggio, qualunque cittadino che viva in zone sprovviste di reti idriche potrà ottenere l’agognata cisterna su ruote solo se ha un contratto con la società che gestisce il servizio idrico integrato. Questo esclude chiaramente dall’elenco coloro che non possono ottenerlo in quanto non in regola da un punto di vista urbanistico. Una condizione che riguarda molti cittadini in provincia ma, in un solo caso, un intero borgo: proprio Maddalusa. Una situazione rispetto alla quale i residenti hanno chiesto l’aiuto del Codacons e firmato attraverso i propri legali diffide formali agli enti preposti, senza che si sia mosso nulla. L’incontro di oggi servirà per fare il punto sulla vicenda, capendo a chi spetta l’onere di dare risposte ai cittadini che, pur nell’irregolarità urbanistica delle loro condizioni, vivono in case inabitabili perché prive di possibilità di rifornirsi (legalmente) di acqua.