<p><div class="content-image-main" itemscope itemtype="https://schema.org/ImageObject"><figure><img fetchpriority="high" itemprop="contentUrl" class="img-responsive" src="/remote/static.milanofinanza.it/content_upload/img/2026/07/202607061943355965/dior0008-702148.jpg?w=692&h=&mode=crop&anchor=topcenter&format=webp&quality=65" alt="Un look Dior haute couture fall-winter 2026/27 (foto Francesc Ten/MFF)" /><figcaption>Un look Dior haute couture fall-winter 2026/27 (foto Francesc Ten/MFF)</figcaption></figure><meta itemprop="about" content="Un look Dior haute couture fall-winter 2026/27 (foto Francesc Ten/MFF)" /></div> </p> <p>Uno spazio aperto lateralmente, punteggiato da felci della Tasmania crea un microclima in simbiosi con il giardino del Musée Rodin di Parigi.

Una black box senza quinte conduce in un viaggio attraverso il mondo, che parte dal New Mexico per approdare in India e raccontare così la seconda collezione haute couture immaginata da <strong>Jonathan Anderson</strong> per <strong>Dior</strong>.

Che torna a collaborare con l’artista americana <strong>Lynda Benglis</strong>, già chiamata in causa per due sue collezioni da <strong>Loewe</strong>, protagonista anche di un documentario lanciato ieri nella sua prima parte.